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    December 18

    Recensione sistema 2.1 Empire A6 valvolare

    Scrivo questa recensione per tutti gli appassionati di musica, e nella fattispecie di HI-FI che vogliono ascoltare la msuica sul loro pc con qualità superiore ai normali impianti audio Creative e vari.
    L'impianto in esame è prodotto dalla Empiremedia, e l' ho trovato sul sito www.empiremedia.it , sul quale trovate anche recensioni pubblicate da riviste computer nella sezione "rassegna stampa".
    Si tratta di un sistema con preamplificazione Valvolare, e 60W rms totali.
    I satelliti sono costruiti in legno MDF, non la solita plastica per intenderci, e gli speaker sono da 3" full range, con una gamma che si estende dai 150 Hz ad oltre 20 Khz, richiesti per voci femminili , archi , e suoni molto brillanti in generale. Il subwoofer è realizzato in legno MDF, con speaker da 6,5 " accordato in bass reflex, ed ha una gamma dichiarata che si estende dai 50Hz ai 200Hz.
    Perchè valvolare?
    Perchè la valvola è notoriamente superiore al transistor in quanto a riproduzione musicale, in quanto riproduce una vasta gamma di armonici che un transistor non è in grado di riprodurre, e anche quando una valvola "satura", ovvero entra in distorsione, il suono prodotto è costituito da un suono caldo ed armonico (sebbene distorto), tanto per intenderci, come la distorsione di una chitarra elettrica. Il transistor è più economico e solido della valvola, ed in molti impieghi è risultato superiore, ma non nella riproduzione audio, dove sua maestà la valvola riesce ancora a rendere la musica più...musicale.
     
    Torniamo però al nostro impianto:
    Indubbiamente se il vostro interesse sono gli effetti speciali dei dvd, o dei videogiochi di ultima generazione, non è il prodotto che fa al caso vostro; se invece è la musica ad interessarvi ,siete nel posto giusto.
    I bassi sono presenti ma mai invadenti, ben definiti, fanno percepire con precisione ogni nota, anche le più gravi. Non si nota il fastidioso "salto" dai satelliti al sub nei passaggi in cui la frequenza scende repentinamente (ad esempio un pezzo eseguito al pianoforte),dando l'idea di un sistema fullrange più che di un 2.1.
    I satelliti sono sorprendenti: anche senza tweeter riproducono gli acuti con precisione e senza mai distorcere. Si possono ascoltare gli strumenti come se suonassero uno alla volta, molto distinti tra loro e mai impastati.Il suono è molto arioso e l'immagine sonora ottima, riproduce con fedeltà un flauto, un violino, o una chitarra superdistorta da heavy metal! La combinazione di casse in legno, e preamplificazione valvolare, mitiga la tendenza dei satelliti di questo tipo di sistemi ad esaltare eccessivamente gli alti.
    Il design è stupendo: sub con valvola in bella vista con la sua luce  ambrata, satelliti nero lucido (come un pianoforte a coda) con protezione metallica curva, subwoofer con identico disegno, nero anche lui ma non lucido.
    La dotazione è abbastanza completa, il cavo principale che conduce dal pc al sub è molto spesso (quasi da HI-FI!) e con terminali dorati). Idem per gli attacchi delle casse, sempre dorati. Un pò troppo sottili i cavi delle casse, ma facilmente sostituibili con dei comuni cavi spellati da un lato, ed RCA dall'altro (per collegarli al sub).
    La potenza, i vostri amati WATTS! Sono "solo" 60 lo so, ma essendo un sistema valvolare, la resa è molto più alta, poichè è sfruttabile fino al massimo senza distorsione. Come resa è paragonabile ad un sistema come il logitech Z2300, con i suoi 150W, ma con molta meno qualità.
     
    I difetti: il suono è splendido per la musica, ma non ha grande "punch", ovvero non si può certo sacoltare musica disco con questo impianto, che favorisce tutti gli altri generi, tranne la disco che richiede bassi potenti e violenti. Questo difetto è comunque un pregio per gli amanti della musica, che troveranno il sistema molto omogeneo ed equilibrato.
     
    I comandi non sono facilmente accessibili. Accensione, volume sub e volume generale sono piazzati sul subwoofer, e non sono dotati di comando a distanza, quindi meglio usare il volume del pc.
     
    In conclusione:
    il prezzo è 199€, non pochissimi, ma neppure tanti se cerchioamo la qualità, e se consideriamo che per qualche € in meno (o allo stesso prezzo a seconda del rivenditore) si trova l'obsoleto Creative soundmax megaworks con i suoi 300W di fruscii, i suoi satelliti in pura plastica, ed una qualità generale piuttosto scadente, oppure un logitech Z2300, analogo al creative. Ottimi sistemi per il gioco, ma la musica è una cosa "seria".
     
    Vi chiederete se ho una percentuale sulle vendite della Empiremedia?
    NO! Anzi, ho sborsato anche io i miei 199€. Pensateci bene, se nonostante l'esborso di quasi £400.000 del vecchio conio mi vedete così contento, forse questo sistema è davvero così esaltante!
    Consiglio vivamente agli interessati ad un nuovo sistema audio di recarsi sul sito www.empiremedia.it , leggere l'elenco rivenditori della propria città, ed ascoltare questo impianto. D'altra parte parlando di suono, l'unico modo per capire è ascoltare.
     
     
    December 07

    1 dicembre, Ian Paice a Palermo

    Accadde l'uno Dicembre del 2005: Ian Paice si esibì al teatro Golden di Palermo con una band locale, i Milestone.
    Com'è possibile che sia successo? semplice: i suddetti Milestone, coverband dei Deep Pruple, hanno partecipato al raduno nazionale delle cover band italiane dei Deep Purple riscuotendo un notevole successo, fatto che ha dato come conseguenza questa collaborazione che definirei più unica che rara. Essendo amico di un personaggio della band (il bassista), ed essendo un bassista anche io, posso solo immaginare cosa si provi a suonare con un pezzo della storia del rock, quando nel lontano 2001 ci si faceva Palermo-Genova in un treno sgangherato per potere vedere i deep purple. Ma al di là delle emozioni, vediamo com'è andata.
     
    I Milestone hanno aperto il concerto con una parte di un lavoro precedentemente esibito: " The dark side of the wall", un tributo della band ai Pink Floyd (ogni tanto cambiare non guasta) che aveva già riscosso un discreto successo. Quindi alle 21:30, tutti sul palco, con l'aggiunta di quattro brave coriste e di un chitarrista " in prestito" per eseguire i brani dei pink floyd. Tutto fila liscio, e già ci si rende conto che l'impianto audio preso per la sala è a dir poco esagerato. Il suono della gran cassa è un pugno nello stomaco, ed nel complesso la band esce come un "muro" di musica dalle 200 casse dell'impianto.
    Dopo circa 30 minuti, ecco affiorare Mr. Ian Paice, che dopo una simpatica e breve introduzione (certamente più simpatica di quella del suo manager Italiano di cui preferisco non parlare) si piazza nel luogo che fa di lui un dio: il sediolino della batteria. La band inizia a suonare. All'inizio un pò contratti per l'inevitabile emozione di confrontarsi con una tale leggenda, i Milestone si sciolgono presto, e anche Mr. Paice mostra di gradire l'esecuzione della band palermitana, tanto da non risparmiarsi in nessun passaggio. Il resto del concerto è un'alternarsi di brani in versione studio, e qualche pezzo eseguito in versione " made in japan". Tra le poche pecche da segnalare c'è nel finale, durante l'esecuizione del celeberrimo "smoke on the water", al quale hanno partecipato anche le coriste, il batterista dei milestone e l'ex chitarrista della band (Demetrio), l'amplificatore del suddetto ha cominciato a non "uscire" più dalle casse della sala, col risultato che si è sentito il 20% dell'esecuzione.
    Altra piccola pecca da segnalare, sebbene non si tratti di una critica ma di un'osservazione, è il suono delle tastiere. Essendo un appassionato dei Deep Purple, avrei preferito un suono più netto senza effetti vari dall'emulatore Hammond dell'organista. Certo, nulla può eguagliare un vero organo Hammond, e nessuno può farlo suonare come l'organista dei Deep Purple, ma sinceramente mi aspettavo di più.
    A parte queste piccolezze il concerto si è concluso con grande soddisfazione del pubblico che ha letteralmente assalito MR. Paice, il quale ha "dovuto" firmare migliaia di autografi. Personalmente mi sono fatto autografare la versione in vinile di Machine head ed il concerto dei Deep Purple con orchestra, ma molti invasati della band, non so per quale oscuro motivo, hanno pensato fosse utile farsi autografare risme di dischi, a mio avviso approfittando della pazienza e disponibilità del nostro Ian, e mostrando un certo inspiegabile "feticismo" per l'autografo.
    Il concerto è stato registrato da diverse telecamere, ed uscirà certamente un dvd, sebbene immagino la distribuzione sarà unicamente Palermitana, o probabilmente si potrà informarsi su come ottenerne una copia dal sito www.mile-stone.it   . Che altro dire, mi resta un bel ricordo di questo concerto, è stato bello vedere che una piccola band del sud Italia riesce a tenere testa a un dio del rock di questo calibro; speriamo solo non sia il primo ed ultimo evento di questo tipo, Palermo ha dimostrato di accettare di buon grado questo tipo di spettacoli, e lo ha dimostrato esaurendo i biglietti con quasi una settimana di anticipo sulla data del concerto.
    Chiudo aggiungendo una frase di Ian Gillan (cantante dei Deep Purple) in merito a Ian Paice :" A guardar suonare Ian Paice sembra che tutto sia semplice: Ian ha la capacità di far apparire semplice ciò che in realtà non lo è affatto"